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Dossier | L'oro verde di Puglia | Sommario
La Camera di Commercio di Lecce, insieme alle associazioni di categoria del settore, è da sempre impegnata ad affrontare e risolvere le questioni più rilevanti afferenti la produzione e la commercializzazione dell’olio d’oliva, prodotto d’eccellenza e caratterizzante l’intera regione pugliese, tanto da essere denominato «oro di Puglia».
L’olivicoltura in Terra d’Otranto costituisce parte fondamentale del patrimonio economico, ma anche culturale, delle popolazioni rurali salentine, anche se non sempre i margini di redditività degli impianti colmano adeguatamente lo sforzo profuso.
Ancora oggi l’olivo costituisce circa il 50% dell’intera superficie agricola utilizzata nella provincia di Lecce, conservando il primo posto fra le colture più diffuse nel territorio, con oltre 84 mila ettari, di cui 75 mila destinati all’olivicoltura tradizionale e 9 mila alle coltivazioni intensive.
Le aziende olivicole sono oltre 55 mila. Si tratta di un numero particolarmente elevato a causa delle dimensioni estremamente ridotte delle imprese interessate: singoli coltivatori diretti si occupano con le proprie famiglie di meno di un ettaro di superficie.
La produzione di olive ammonta a circa 3 milioni e mezzo di quintali, da cui si ricavano quasi 600 mila litri di olio anche di elevatissima qualità, che da soli equivalgono a circa un terzo dell’intera produzione pugliese e oltre un decimo di quella nazionale.
Attenzione, la nostra è una olivicoltura povera, nel senso che solo 16 mila ettari sono irrigati, il resto degli oliveti sono in regime di asciutto.
Le varietà predominanti sono la Cellina di Nardò e l’Ogliarola, che costituiscono all’incirca il 95% (circa 47 mila ettari la Cellina e 34 mila ettari la Ogliarola) del totale, mentre il rimanente, è costituito da varietà di recente introduzione, che occupano 3 mila ettari di superficie coltivata.
di Sergio D'Oria
La situazione strutturale e la ridotta dimensione degli impianti di coltivazione, nonché la necessità di ottenere un prodotto di elevata qualità, comporta ostacoli rilevanti alla diffusione del progresso tecnologico, rendendo difficilmente comprimibili i costi di produzione connessi a tecniche tradizionali ad alta intensità di lavoro che rendono poco competitive le produzioni nazionali e pugliesi, in particolare, rispetto a quelle degli altri paesi del bacino del Mediterraneo.
Passi fondamentali per rendere il prodotto locale competitivo sul mercato nazionale ed internazionale devono essere:
- l’aggiornamento formativo dei produttori,
- una ristrutturazione ed ammodernamento degli impianti e delle tecniche di raccolta, conservazione e trasformazione del prodotto olivicolo,
- soprattutto lo svolgimento di un’attività promozionale mirata alla valorizzazione della produzione ed alla crescita dell’attività, mediante anche un’azione di educazione/formazione del consumatore circa le qualità dietetiche e salutistiche del nostro olio.
Al contrario, normative internazionali poco chiare a riguardo e politiche di massificazione ed appiattimento del prodotto portano, sul mercato mondiale, a disinformazione, diseducazione e confusione del consumatore in materia.
La competizione commerciale, quindi, non va basata esclusivamente sul prezzo di vendita, che crea una invalicabile barriera all’ingresso di prodotti di qualità; barriera proprio per quelle aziende che producono ed imbottigliano oli extravergini di qualità provenienti «realmente» dalle nostre olive.
Con riferimento a ciò, nell’ottica di valorizzare le tradizionali varietà dell’oliva salentina (Cellina e Ogliarola), la Camera di Commercio di Lecce ha da tempo avviato il progetto di «identificazione, selezione, recupero e salvaguardia del patrimonio olivicolo autoctono», impegnando allo scopo notevoli risorse finanziarie, tecniche e professionalità altamente specializzate.
Tale progetto, che ha una durata di sei anni, si colloca fra i più importanti obiettivi dell’Ente e si aggiunge all’impegno dei vari organismi per il miglioramento della qualità dell’olio d’oliva locale.
Ricordiamo, in proposito, il riconoscimento da parte del Ministero per le risorse Agricole per la «Denominazione di Origine Protetta» (DOP) a carattere interprovinciale: oli vergini ed extravergini della Terra d’Otranto.
In conclusione, riteniamo che per una efficace promozione dell’olio di oliva extravergine sui mercati nazionali ed internazionali, è necessaria la diffusione della conoscenza delle qualità organolettiche e nutrizionali dell’olio extravergine di oliva della provincia di Lecce.
Tale azione potrà portare al consolidamento dell’immagine del marchio nel consumatore, nonché allo sviluppo e all’affinamento delle capacità sensoriali di valutazione, nello stesso consumatore e nel responsabile di acquisto, di un olio extravergine di oliva.
Le analisi dei mercati e dei punti strategici su cui agire; l’organizzazione di eventi e iniziative educative e di avvicinamento al prodotto di qualità; la realizzazione di una informazione permanente nelle principali città italiane ed estere, identificate dalla ricerca di mercato, appaiono strumenti sicuramente adeguati a supporto dei citati obiettivi di promozione dell’«oro liquido».