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Dossier | L'oro verde di Puglia | Sommario
Il settore alimentare è senza dubbio tra i più importanti dell’economia pugliese ed incide significativamente sul P.I.L. della regione e, nella formazione di questo P.I.L., l’olio d’oliva rappresenta, non solo per la Puglia, ma per tutta la nazione, un patrimonio notevole. Nella regione sono circa 380 mila gli ettari dedicati all’olivicoltura, 55 milioni di piante, più di 2 milioni i quintali di olio prodotto, di cui il 70% extravergine, 250 mila le aziende olivicole.
Dunque una importante risorsa economica che riveste anche un alto valore culturale ed ambientale. Il nostro olio, però, è una miniera solo in parte sfruttata; perché diventi una stabile voce della nostra economia è necessaria una maggiore attenzione al mercato da parte dei produttori, è indispensabile una offerta aggregata. Occorre, insomma, abbandonare l’individualismo che un po’ ci caratterizza, perché il sistema che oggi viviamo richiede all’agricoltura l’abbandono di logiche meramente produttivistiche e l’adozione di strategie fondate sulla qualità e sull’interazione continua con i consumatori e con la distribuzione commerciale. Il mercato dell’olio d’oliva ed il suo consumo registrano in Italia e nel mondo trend in aumento. Il consumatore sta cambiando le sue abitudini alimentari, orientando sempre più le sue scelte verso prodotti di qualità; l’olio extravergine d’oliva rappresenta ormai il 70% dei consumi interni. Aspetti quali la costanza qualitativa, la salubrità delle produzioni, l’omogeneità e la certificazione delle partite commercializzate, la continuità delle forniture hanno assunto ormai un peso rilevante nei rapporti con la rete distributiva e con i consumatori.
di Vincenzo Divella
Le nostre produzioni locali veicolano sul mercato altri valori: le ottime condizioni climatiche della nostra terra, il folklore, il paesaggio, l’architettura, in poche parole il turismo. In questa visione, il nostro olio può costituire un emblema del nostro territorio e una componente inscindibile dal paesaggio della regione.
Di conseguenza, la Camera di Commercio di Bari, negli ultimi anni ha messo in atto una serie di iniziative per promuovere e valorizzare questo prodotto principe della nostra economia, affinché ne rappresenti una componente stabile per la nostra economia. Non solo l’ente camerale è presente nel Consiglio di Amministrazione del Consorzio di Tutela e valorizzazione della DOP Terra di Bari, ma abbiamo formalmente richiesto al Ministero delle Politiche Agricole di diventarne ente certificatore.
È un percorso di crescita che l’ente camerale vuole compiere. E mi auguro sia seguito da tanti imprenditori che vorranno decidere di percorrere la strada della qualità. Un altro progetto che riguarda tutto il sistema delle produzioni di qualità, a cui la Camera di Commercio di Bari sta lavorando, è la costituzione di un Consorzio denominato «Agenzia per la Qualità» che si occuperà, anche, di valorizzare le produzioni agricole di qualità. È ovvio che l’olio d’oliva rappresenterà uno dei prodotti principali del «paniere» di quest’organismo, cercando di raccogliere tutti gli attori impegnati nella valorizzazione e promozione della filiera olivicola per definire strategie valide a favorire il successo dell’olio d’oliva pugliese sui mercati nazionali ed internazionali. L’intenzione dell’Ente camerale, attraverso la creazione di questa Agenzia, è quella di rimuovere i punti di debolezza del settore, rappresentati attualmente da una non adeguata commercializzazione e da una scarsa valorizzazione dei prodotti di qualità e fornire gli strumenti e le risorse necessarie per la qualificazione e la valorizzazione delle produzioni sul mercato. L’Agenzia della Qualità vuole quindi perseguire il duplice obiettivo di aiutare il produttore a produrre un olio, ed in genere, prodotti di qualità e allo stesso tempo tutelare, garantire il consumatore su ciò che sta acquistando. Attraverso l’Agenzia per la Qualità intendiamo anche realizzare interventi coordinati di commercializzazione, puntando a posizionare adeguatamente il nostro prodotto in base alla qualità, così come avviene per altri prodotti italiani (Prosciutto di Parma, Parmigiano Reggiano).
In particolare l’Agenzia della Qualità cercherà di sviluppare:
- il miglioramento della qualità della produzione attraverso l’adozione di processi e di prodotti innovativi, perché i traguardi di qualità sono destinati ad aggiornamenti continui, ad adeguamenti costanti a nuovi e ricercati standard, quale quello della tutela ambientale;
- la certificazione e la tutela della qualità delle imprese e dei prodotti;
- la promozione di forme consortili di impresa: lo stare insieme, l’associazionismo costituisce un pre-requisito «economico» per ottenere dei risultati;
- la creazione di marchi di qualità e la valorizzazione sul mercato delle imprese e dei loro prodotti.
Tra i punti di forza che la filiera olivicola pugliese può certamente vantare vi è, a parte l’estensione colturale ed il volume della produzione, quello più importante della qualità del nostro olio. Qualità intrinseca che deriva dalle colture praticate, come la coratina e l’ogliarola, che garantiscono «naturalmente» bassi tassi di acidità ed una tenuta migliore rispetto alle altre colture. È necessario far emergere queste caratteristiche e valorizzarle cercando di legarle indissolubilmente al territorio perché questo può rappresentare un vantaggio competitivo. È, in definitiva, il territorio che fa la differenza: in virtù di quella felice e difficilmente clonabile combinazione di condizioni climatiche ed ambientali, tradizioni produttive ed abitudini alimentari.