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Introduzione alla legge regionale sulla «Tutela e valorizzazione del paesaggio degli ulivi monumentali della Puglia»
Non è difficile trovare una ragione dell’appellativo di “terra dei boschi di ulivi”. I numeri ci vengono subito incontro raccontandoci che la Puglia è la regione italiana con il più rilevante patrimonio olivicolo. Oltre 350.000 ha di uliveti pari al 25% della superficie agricola utile regionale. Qui sono concentrate il 7% delle colture olivicole del pianeta che garantiscono alla regione il titolo di principale produttore mondiale di olio extravergine di oliva. Ma dall’aridità di questi numeri non traspare la bellezza e la varietà dei sessanta milioni di tronchi che si rincorrono per formare questi boschi. Metà di questi alberi hanno superato il secolo di vita. Circa quattro milioni di queste piante hanno almeno tre secoli di vita. Poderosi, rugosi, contorti, e cariati questi alberi sono visioni dal carattere onirico che sembrano scaturire dalla profondità dei miti che albergano nelle nostra memoria ancestrale.
La loro mitica origine è oggi un fatto scientifico: con tecniche e metodi moderni si è proceduto ad una datazione di questi alberi e alla loro analisi genetica. I risultati mostrano che alcuni di questi alberi sfiorano i tremila anni di vita e, fatto straordinario, sono ancora produttivi. Un lungo periodo nel quale queste stesse piante hanno fornito i loro servigi a Messapi, Greci, Romani e risalendo la nebbia del tempo ancora oggi forniscono condimenti e pietanze per le nostre tavole. In un certo senso, usando questo olio, sediamo alla stessa tavola degli eroi dell’epoca classica, dei pellegrini e crociati che di qui si imbarcarono per la terra santa, dei grandi artisti del Romanico e del Barocco.
Gli uliveti della Puglia sono unici perché formati non da alberi isolati ma da intere piantate. Si tratta di uno dei paesaggi colturali più antichi del Mediterraneo, arricchito da articolate reti di muri a secco, frantoi e chiese ipogee, masserie fortificate, trulli e casedde. La longevità di queste piante è di estrema importanza anche sotto il profilo ecologico, economico e produttivo, tenuto conto del rilevante valore di un corredo genetico di esemplari che hanno attraversato indenni secoli di avversità atmosferiche e cambiamenti climatici, mostrando una rilevante naturale capacità di difesa e di adattamento. Salvaguardare oggi queste piante e il loro patrimonio genetico significa costruire maggiore certezza e speranza del nostro futuro.
Per tutti questi motivi la legge regionale n. 14/2007 “Tutela e valorizzazione del paesaggio degli ulivi monumentali della Puglia” è insieme un tributo all’albero simbolo della nostra regione e un gesto di saggezza e di amore verso le future generazioni.
La normativa, prima in Europa nel suo genere, integra le esigenze di tutela con quelle di valorizzazione degli ulivi monumentali. La monumentalità degli alberi, definita dalla normativa, è attribuita in base alle caratteristiche dimensionali del tronco, della forma dell’albero, alla vicinanza con siti di interesse archeologico o storico-artistico. Per poter fornire una certezza dell’azione di tutela è previsto un censimento degli ulivi che presentano caratteristiche di monumentalità.
Questo censimento consentirà anche una visione più chiara del valore di questo patrimonio naturale, con una identificazione precisa delle aree maggiormente interessate dal fenomeno e dei loro rapporti con gli altri segni della storia. Oltre che da una maggiore conoscenza la tutela è garantita da un regime sanzionatorio che supera le anacronistiche indicazioni risalenti ad una norma dell’immediato dopoguerra.
Oggi in Puglia è vietato il danneggiamento, l’abbattimento, l’espianto e il commercio degli ulivi monumentali e la violazione di questo divieto comporta sanzioni che vanno da 3.000,00 a 30.000,00 euro per ogni pianta interessata.
Un sistema definito e ben calibrato di deroghe garantisce, attraverso l’operazione del reimpianto in campo aperto, la realizzazione di indispensabili opere di pubblica utilità e opere di modesta entità per il miglioramento fondiario.
La valorizzazione interessa in primo luogo i prodotti di questi alberi con la istituzione della menzione speciale “olio extravergine degli ulivi secolari di Puglia” che individua il prodotto sotto il profilo etico e di qualità. E’ la stessa Regione Puglia che provvederà alla promozione dell’olio coordinandola con la valorizzazione turistica degli ambiti rurali più rappresentativi.
Un aspetto fondamentale della normativa è il riconoscimento dell’agricoltore quale manutentore di questo paesaggio rurale. Un riconoscimento che passa attraverso le priorità di accesso ai finanziamenti regionali, nazionali e comunitari per la realizzazione di progetti con finalità di mantenimento in coltura degli ulivi monumentali, miglioramento qualitativo del prodotto, recupero e manutenzione del paesaggio rurale.