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Press | Comunicati Stampa
03/09/2007
Sulle orme dei pittori delle ombre gli ulivi "rivisitati" da Ada Milone
Una tavolozza che si avvale del bianco e del nero per esaltare queste sculture vegetali che, per la loro possanza, ricordano i giganti di pietra di Stonehenge.

Di primo acchito, la sensazione più immediata che si avverte al cospetto delle opere grafiche di Ada Milone è che l’artista voglia offrirci una chiave di lettura per vincere dapprima il disorientamento iniziale e, poi, punti a farci muovere più agevolmente negli ascosi meandri della sua arte che, con moto quasi pendolare, oscilla tra due percorsi antitetici: astrattismo e figurazione. L’intento prioritario è quello di conciliare le due dicotomie, apparentemente insanabili, per approdare ad una sintesi che faccia convogliare tutte le luci della ribalta sul protagonista assoluto della mostra “Segreti Scolpiti”, ossia sull’ulivo pluricentenario della nostra Puglia.

Insomma, Ada Milone è pienamente consapevole che il mondo stia dando un colpo di accelerazione alle sue prospettive e abbia bisogno pertanto di nuove forme di espressione e di nuovi territori immaginari. Di qui la sua meticolosa indagine sugli ulivi centenari; di qui la sua ostinazione a volersi mettere a frugare, con la caparbietà di un’entomologa, nelle rugosità di quei tronchi monumentali che assumono le sembianze ora di un solitario Golia che voglia rilassarsi dalle fatiche del quotidiano, ora di un aitante e nerboruto giovanotto che voglia conquistare le grazie di un’avvenente fanciulla in fiore.

E così, grazie ad una tavolozza essenziale che, sulle orme dei pittori delle ombre, si avvale di due colori primari – il bianco e il nero – l’artista, messe in un cantuccio le policrome “nuances” dell’arcobaleno, dà via libera alla sua effervescente creatività per dipingere “la vie secrète des choses”, per evocare il nucleo ambiguo e problematico che soggiace a ogni apparenza allo scopo di portare alla luce, con un’estetica vibrante, le valenze più misteriose e occulte dissimulate sotto la compatta ma enigmatica superficie della realtà.

E se il marito Luca De Napoli si serve della sua fedelissima “Nikon” per svelare, attraverso una sequela di scatti indagatori, il volto segreto degli ulivi, lei, Ada, intinge il pennello ora nel bianco, ora nel nero, per dare vita a quella miriade di segni semicircolari che puntano ad esaltare le mirifiche prodezze di Madre Natura, mettendo a nudo quell’archetipo istinto vitale che alberga, sempre vivo, nonostante gli inevitabili acciacchi dell’età veneranda, in queste mega-sculture vegetali. Che si stagliano con la loro mole possente, simile a quella dei giganti di pietra di Stonehenge, nel singolare e suggestivo panorama della Puglia olivicola.