| 30/08/2007 |
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L’assessore regionale all’ecologia, Michele Losappio:
Ambasciatori della Puglia in Europa gli ulivi fotografati da Luca De Napoli |
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| “Siamo certi che contribuiranno a sollecitare e a potenziare anche il flusso turistico degli europei nella nostra regione” |
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| Intervista di Vinicio Coppola |
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Che Michele Losappio, assessore regionale all’ecologia, abbia un’autentica passione per l’ulivo lo si evince dalla presentazione di un’apposita legge mirante ad arginare l’espianto-rapina di esemplari monumentali in Puglia, ma anche dall’insolita presenza di una serie di grossi e nodosi alberi, trapiantati di recente, proprio davanti alla sede dell’assessorato, nel cuore della zona industriale di Bari. E proprio da questa curiosa presenza prende il via la nostra conversazione, in occasione della mostra “Segreti scolpiti, ulivi di Puglia” allestita nel Teatro Piccinni in cui, a partire dal 7 settembre, saranno esposte maxifotogafie in bianco-nero e a colori di Luca De Napoli ed opere grafiche di Ada Milone.
Insomma, caro Assessore, da dove provengono questi esemplari di una certa età?
“Dall’area di Grottaglie, dove la Seap aveva necessità di ampliare la pista per esigenze industriali. Complessivamente, sono stati divelti più di tremila ulivi. Quelli di un certo valore anagrafico e storico sono stati rimessi a dimora davanti all’assessorato; gli altri, quelli più giovani, sono stati dislocati in diversi centri della Puglia”.
Quanto alla legge regionale di Sua iniziativa, essa mira in via esclusiva ad arginare l’espianto-rapina degli annosi alberi cari a Minerva?
“Non soltanto questo. Mira anche a disciplinare le trasformazioni culturali messe in atto da imprese agricole sulla base di certe convenienze, magari usufruendo di finanziamenti europei. Trasformazioni che potrebbero contraddire le stesse tradizioni del mondo dei campi in quanto determinate finalità economiche possono portare a distruggere piantagioni di ulivi, persino quelli con 1500 anni di età. Inoltre, ci può essere l’espianto per opere di pubblica utilità; ad esempio, quando un Comune deve costruire una strada, una scuola o individuare una zona industriale. Ma anche su questo occorre fare attenzione: un espianto del genere, infatti, può essere particolarmente nocivo. Come si sa, il nostro territorio è fortemente influenzato dalla presenza di alberi ulivo: si parla complessivamente di 60 milioni di esemplari. E evidente, pertanto, che dovunque tu vai a realizzare un’opera pubblica, puoi trovarvi delle piantagioni. E allora occorre salvaguardare non tutti gli alberi, ma solo quei cinque-sei milioni di esemplari, circa il 10 per cento, che rientrano nella categoria dei pluricentenari. Tali ulivi monumentali sono stati individuati nella legge e fanno massa con quelli oggetto dell’espianto-rapina, i cui fautori considerano l’ulivo alla stregua di una pianta ornamentale e per tale motivo lo portano fuori della Puglia”.
Una legge, dunque, che ha una valenza non solo ambientale?
“Certamente. L’abbiamo infatti concordata punto per punto, articolo per articolo, con le associazioni agricole di categoria. Inoltre, abbiamo indicato nella legge stessa alcune priorità, nella ricezione dei finanziamenti europei, per quelle aziende agricole che aderiscono all’obbligo legislativo, allo scopo di rendere poi più congruo il nostro intervento con il piano di sviluppo rurale. Piano indipendente ma parallelo alla legge, in quanto viene addirittura citato nella stessa normativa. In base alla quale l’assessorato alle risorse agricole ha disposto un finanziamento di 10 milioni di euro, che andrà a quegli agricoltori che manterranno in vita gli ulivi plurisecolari”.
Lei ha fatto riferimento alle associazioni agricole. In altri termini, i contadini vengono considerati custodi di questi beni ambientali?
“Esattamente. Noi dobbiamo prima censire questi ulivi monumentali attraverso l’azione di un Comitato la cui convocazione verrà fatta in questo autunno. Abbiamo già inviato le prime sollecitazioni alle associazioni di categoria, alla guardia forestale, all’Università perché indichino i loro esperti che devono far parte di questo Comitato. In tale sede avrà luogo il censimento che deve essere fatto a regola d’arte. Di qui la presenza delle associazioni agricole. Dopodiché gli ulivi centenari verranno catalogati, numerati e affidati in custodia ai lavoratori dei campi che potranno utilizzarli nell’ambito delle attività agricole, ma non li potranno, ovviamente, trasformare in grano o in vite.
Gli ulivi di Puglia hanno tutte le carte in regola per aspirare alla tutela dell’Unesco?
“Sì. E questo grazie anche alla legge regionale perché, senza il provvedimento legislativo, l’iniziativa - pur meritoria del Fai (Fondo Ambiente Internazionale), che ha raccolto molteplici segnalazioni di attenzione su una proposta di tutela da parte dell’Unesco - non sarebbe stata sufficiente ad avviare questa procedura di riconoscimento. Occorreva la legge e siamo abbastanza ottimisti che la cosa possa ora andare in porto”
Ultima curiosità. In che modo gli ulivi di De Napoli potranno dare una mano alla Sua strategia?
“Gli ulivi, intesi come piante, sono una sorta di biglietto da visita della nostra regione. E chi meglio della capacità artistica e professionale dello studio di De Napoli può far sì che questo biglietto arrivi in tutta Europa, e quindi contribuisca a sollecitare l’attenzione e a potenziare, a nostro avviso, anche il flusso turistico degli europei in Puglia". |
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