«Terra d'Otranto» della provincia di Taranto
La Strada dell'olio "Terra d'Otranto" della provincia di Taranto con la sua esperienza olivicola millenaria, greca e romana, oggi costituisce una straordinaria occasione di rivivere la storia partendo dalle sponde dell’Adriatico.
L’area interessata comprende l’intera provincia di Lecce, e parte di quelle di Taranto e Brindisi; le varietà presenti, da sole o congiunte, sono Cellina di Nardò e Ogliarola (localmente denominata Ogliarola Leccese o Salentina).
Terra di Bari
Per riassumere l’importanza dell’olivo nella provincia barese, basta dire che la sua coltura risale al neolitico (5000 a.C.). Nel Medioevo quest’olio era molto richiesto dai mercanti veneziani, che l’esportavano in tutto il continente, e ancora oggi rappresenta un patrimonio per la storia, la tradizione culturale e commerciale della zona. La Dop è accompagnata dalle seguenti menzioni geografiche aggiuntive: «Castel del Monte», «Bitonto» (da sole o congiunte, Cima di Bitonto o Ogliarola Barese); «Murgia dei Trulli e delle Grotte» (varietà: Cima di Mola).
Dauno
La provincia di Foggia era detta Daunia dagli antichi Romani (dal nome d’una popolazione illirica qui stanziatasi), i quali furono i primi ad impiantare l’olivicoltura in queste terre. La Dop è accompagnata obbligatoriamente da una delle seguenti menzioni geografiche: «Alto Tavoliere» (varietà: Peranzana o Provenzale); «Basso Tavoliere» (varietà Coratina); «Gargano» (varietà Ogliarola Garganica); «Sub-Appennino» (varietà: Ogliarola, Coratina e Rotondella, da sole o congiunte). Collina di Brindisi
Nella parte settentrionale della provincia brindisina si realizza quest’olio di eccellente qualità, che raccoglie l’eredità dell’esperienza olivicola millenaria, sviluppatasi qui dal tempo di Greci e Romani. Lo compongono diverse varietà: Ogliarola (l’antichissima Olea Iapygia), Coratina, Frantoio, Leccino, Picholine e altre, da sole o congiunte. Terra d’Otranto
Così fu chiamato il Salento nel Medioevo, e l’olio qui prodotto, che prende quel nome, ha una lunghissima tradizione alle spalle: infatti, già 8 mila anni fa i primi abitanti di queste terre coltivavano l’olivo, per non parlare delle copiose produzioni di Messapi e Fenici, Greci e Romani. L’area interessata comprende l’intera provincia di Lecce, e parte di quelle di Taranto e Brindisi; le varietà presenti, da sole o congiunte, sono Cellina di Nardò e Ogliarola (localmente denominata Ogliarola Leccese o Salentina). La Puglia dell'Olio
La Puglia delle «pietre», dai «basoli» della via Appia a quelle bianche dei muretti a secco, dalle «chianche» care alle nostre nonne ai trulli, ritrova il fascino dei percorsi e della sua storia con le «strade dell’olio»: alternative alle grandi direttrici di traffico, ricche di sorprese storiche ed enogastronomiche, tra antichi monumenti e vecchi casali per riscoprire come radici millenarie della cultura contadina possano coniugarsi, magnificamente, con innovazioni tecnologiche per un prodotto sempre di qualità. |