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Bari, Mediterre
Fiera del Levante
7-11 Maggio 2008
Introduzione alla mostra
Un evento dedicato all'albero sacro a Minerva con suggestive foto di Luca DeNapoli e opere pittoriche di Ada Milone
Vernissage
Presentazione e interventi istituzionali
Introduzione alla mostra
Un evento dedicato all'albero sacro a Minerva con suggestive foto di Luca DeNapoli e opere pittoriche di Ada Milone.
di Vinicio Coppola
Che Ulisse avesse una particolare predilezione per l'ulivo - la pianta sacra alla dea Minerva - ce lo ripete Omero in più passi dell'Odissea.
Ma la rivelazione più clamorosa emerge nel canto XXIII, e concerne la domanda-trabocchetto che Penelope rivolse allo straniero per scoprire se fosse uno spasimante perditempo, a guisa dei Proci, oppure celasse, sotto mentite spoglie, il prode marito che, partito vent'anni prima per la guerra di Troia, non aveva dato più notizie. "Su, Ericlea - disse Penelope alla fedele nutrice - preparagli il soffice letto fuori dal talamo che egli costruì saldissimo e metti a lui i materassi, le pelli, i manti e le splendide coperte". A quelle parole lo straniero sobbalzò e disse chiaro e tondo che era impossibile anche ad un artigiano valente - a meno che non fosse un dio - collocare altrove il suo letto. Per un semplice motivo: quel letto l'aveva incastrato lui stesso nella radice di un grande ulivo…
L'ulivo, dunque, quale simbolo di forza, tenacia e resistenza. E anche di fedeltà imperitura.
In quest'ottica si colloca la mostra itinerante "Segreti Scolpiti" organizzata dalla Progress Communication del Gruppo di Comunicazione GH2 di Bari. È un florilegio di immagini fotografiche cui fanno da "pendant" essenziali e accattivanti opere pittoriche di Ada Milone. Le immagini, in particolare, sono state scattate da Luca De Napoli in circa due anni, percorrendo in lungo e in largo la Puglia con la sua inseparabile Nikon.
Al pari di quel coraggioso manipolo di avanguardisti, come i fratelli Bragaglia, Man Ray, e Alexander Rodchenko - che nei primi anni Venti del secolo scorso liberarono la fotografia dal complesso d'inferiorità nei confronti della pittura - De Napoli è sceso in campo con un preciso intento liberatorio: vincere la sudditanza verso il soggetto. Ma, a differenza, dei suoi predecessori, non inventa immagini né ricorre al fotomontaggio; anzi coglie l'occasione per frugare, con incessanti e implacabili scatti, nel grembo degli ulivi, mettendo a nudo la loro anima, i loro segreti più intimi.